Pagina:Panegirico a Trajano.djvu/15

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14 PANEGIRICO

giuste leggi, giovino maggiormente a far grande, temuto e rispettato al di fuori, lieto e felice al di dentro ogni popolo, credo, che parlando io ad un principe che fu cittadino, non ne abbisognino prove. Nè tu, nè io, nè questi venerabili senatori, veduto abbiamo vera repubblica; ma non sono così lontani i tempi, che vera e viva memoria non ne rimanga fra noi. Di padre in figlio la dolorosa tradizione delle nostre passate glorie, giunta colla funesta serie dei recenti nostri timori, pericoli, danni, e avvilimenti, troppo fra loro manifestamente contrastano, perchè ogni buono, spaventato dai moderni tempi, ammiratore non sia e adorator degli antichi. E chi più di te, principe incomparabile? che, degli antichi emulator virtuoso, a maggior gloria, volendola, riserbato sei dalle calamità