Pagina:Panegirico a Trajano.djvu/29

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28 PANEGIRICO

ma come privato, non come principe: che se le proprie ingiurie perdonar pur volea, possente ritegno alla inopportuna clemenza gli doveano essere tuttavia le tante e sì atroci ingiurie, che ben prevedea doversi poi fare alla desolata repubblica da Domiziano in possanza salito. Una fraterna inopportuna pietade era dunque cagione dell’ultimo e quasi intero eccidio di Roma. Felice te, o Trajano, che congiunti non hai! che figli, parenti, ogni più cara cosa, nella sola repubblica conti! Nessuna ingiustizia, nessuna crudeltà ti fa d’uopo per isgombrar questo soglio. Ciò che dal divino Nerva, non come parente suo, non come amico, non come laudatore, ma come ottimo fra i buoni, per l’avvedutissimo suo discernimento, ottenesti; tu rendere il puoi a chi spetta: tu, col cessare di comandare