Pagina:Panzini - Il romanzo della guerra, Milano, Lombardo, 1914.djvu/92

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come una vignetta a base di scheletri dello Scalarini. Dire: guerra a nessun patto nemmeno contro l’invasore, è un’idea buddista, un’idea tolstoiana, mi pare: e sta bene. Ma l’insistere nell’affermare che questa immane guerra non è altro che la guerra borghese contro il proletariato è..., è intollerabile.

Noi sappiamo che vi sono molti pescicani orribili fra i borghesi; ma sappiamo anche che fra i proletari vi sono molti e orribili uomini, indegni pur di procrear prole.

Via! Anche i preti, che dividono gli uomini in due categorie, o tutti in inferno o tutti in paradiso, hanno sentito che questa partizione assoluta era deficiente, ed hanno creato il purgatorio! Volete essere più preti dei preti?

***

Un gruppo di giovanotti scamiciati (due fiaccherai, il garzone del macellaio, un facchino ecc.) sdraiati alquanto liberamente sui cuscini d’una vettura ferma, vedono la testata dell'Avanti! che sto leggendo.

Uno mi interpella: — Be’, come va questa guerra? Ci saremo fra poco anche noi?

— I Tedeschi sono a Parigi... — rispondo.

Lo sanno, e perciò domandano: — E verranno anche qui?

Chi lo sa?

Ho pronunciato una frase imprudente. Colpa la lettura dell'Avanti! Ho detto: —