Pagina:Panzini - Novelle d'ambo i sessi.djvu/140

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128 novelle d'ambo i sessi


— Perfettamente esatto quello che el dixe, onorevole, — esclamò Antonio. — Conosso anca mi la politica; basta il morso de una formiga a far cadere un gigante; ma qui no se tratta di causa: basta una parolina eloquente e amichevole all’orecchio del questor reazionario. Per conto mio, giuro su la testa della nostra Isidora, pargoletta di dodici anni ancora innocente (xe vero, Cleopatra?) che nessuno savarà mai niente.

Ma allora Cleopatra parlò ad Antonio, e disse:

— Asino, ritira nel borsino le due mila lire; — e all’avvocato disse: — Mio marito è cattivo psicologo. Voi non volete trattare l’affare, non per timore di pubblicità. Questo è un fin de non recevoir. Vi dirò io la ragione vera: voi credete che sia veramente cosa disonorevole trattare questo affare. Voi siete uomo pudico!

Allora parve all’avvocato di arrossire.

Ma in verità arrossì di avere arrossito.

— Ah onorevole, — esclamò Cleopatra, levandosi e levando verso l’avvocato Petrucci il dito con significazione, — se invece di condurre con me questo qui, lassa far a mi, lassa parlar a mi, avessi condotto avec moi l’Irma....

— Ah, no, cara, — esclamò Petrucci. — In caso, le ragazze me le scelgo io.

— Non si resiste all’Irma, — disse Cleopatra