Pagina:Panzini - Trionfi di donna.djvu/128

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124 i trionfi di eva

miei, con proibizione assoluta di leggere e di scrivere. Mia madre, facendomi la valigia, non mi ha permesso altro libro che l’orario delle ferrovie. Cammino, anzi per maggior agio ho adottato questi sandali, faccio bagni di sole, di mare e cammino, cammino come vuole il medico: una vita molto igenica che mi ha migliorato d’assai. Ma che vale riposare il cervello dai libri se trovo poi da discutere col piccolo insetto, col fiore, col cielo? L’umanità, signorina, almeno in quanto è rappresentata a me da me, è inguaribilmente infelice!

— E la donna — domandò sorridendo Nadina — la donna, questo meraviglioso fiore delle cose create, non è stata presa in attento esame nel suo laboratorio?

L’uomo aggrottò le ciglia.

— Mi permetta, signorina, di non rispondere a questa domanda.

— Perchè?

— Perchè la risposta non le piacerebbe.

— Le permetto ampia libertà di risposta.

— La donna — disse colui timidamente a gran fatica — io la considero esclusa dalla umanità ancorchè sia esteriormente a noi molto conforme. Non per pazzia! L’umanità è formata dall’uomo. La donna ne è semplicemente il lievito.

— Protesto in nome del mio sesso! Io invece ho un’altissima opinione di questo lievito e mi glorio di appartenervi.