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132 i trionfi di eva

innestarvi un’ingiuria atroce, villana, satirica su questo disgraziato paese. La mia pazienza ha tollerato fin che ha potuto, facendo finta di non udire, di non capire. Ma un giorno non ne ho potuto più e le ho osservato che se è vero che la politesse è la più importante delle virtù, la politesse insegna ad avere un poco di riguardo per il paese e per gli abitanti dei quali si è ospiti.

— Imaginiamoci!

— Oh, sì! credo che anche i crini della perrucca abbiano sibilato di sdegno. E che risposta: Parlò in nome di tutti gli stranieri e di tutti i possessori dei Baedekers con su scritto Italy: «Noi ospiti? Noi padroni che veniamo qui a dare a voi nostro danaro.» Ma non se ne è accorta anche lei, signorina, che pur di dir male dell’Italia, ella, evangelica fanatica, si entusiasma persino del papa ce pauvre grand vieillard, unico uomo (italiano, si intende) respectable?

Nadina sorrise.

— Già noi sorridiamo, ma talvolta l’animo si gonfia di sdegno.

— E il famoso libro? — chiese Nadina.

— Il famoso libro non è che una traduzione di un libretto francese il quale mi è piaciuto per la sua limpidezza e sincerità, e sopratutto per il coraggio con cui tagliava netto questa bizantina questione del matrimonio e del divorzio.

Io non so se la questione dal lato storico e giuridico e, se vuole anche, dal lato sociale sia