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156 viàggio d’un pòvero letterato

pio questa: Fondamenta di donna onesta! Mi sono soffermato a lungo a studiare queste singolarìssime fondamenta, tanto che alcune donnette mi chièsero se avessi perduto qualcosa. Risposi che chiedevo a quale pia leggenda si riferisse quella denominazione, e dove avesse abitato quella «donna onesta».

Una volta la ghe sarà stada: adesso la xe andada via! — rispòndono.

Ecco, io penso, verrà il giorno, e non lontano, in cui tutte queste singolari denominazioni di vie perderanno di significato. A molti non piàcciono i Santi; v’è chi ha in disprègio il dialetto; v’è chi crede troppo sèmplici questi riquadri imbiancati. Allora si farà come a Milano: invece di un rettangoletto imbiancato, metteranno una lastra di marmo con quattro bòrchie di metallo dorato, e in mezzo un nome moderno con la sua bella dichiarazione, in modo da facilitare al pòpolo la sua istruzione. Sparirà un po’ anche il costume del vestire. Mi meravìglio come già non sia sparito. Donne pàssano ogni tanto per le calli silenziose, vàrcano i ponti: testoline brune e bionde scoperte; visetti scialbi — cìpria fatta anche un po’ con l’anemia;