Pagina:Pellegrino Rossi e la rivoluzione romana I.pdf/249

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capitolo quinto 241

tato e deliberato nel congresso federativo di Torino! E l’iniqua voce fu susurrata fino agli orecchi del Pontefice, e forse trovò adito e fiducia nell’animo di lui: molte volte, posso accertarlo, sullo scoglio di Gaeta, ragionando del congresso di Torino, Pio IX fu udito denominarlo col titolo di infernale!»1.

Che questa accusa vigliaccamente messa in giro dai gesuiti, poi gesuitescamente divulgata dal Padre Antonio Bresciani, e propagata da tutti i libellisti della compagnia di Loyola, fosse ridicola ed assurda tutti ormai sanno; ma occorreva che io qui ne facessi menzione, perchè, come l’imparziale lettore vedrà, i due giudici inquisitori che compilarono il processo contro gli uccisori di Pellegrino Rossi e, specialmente il Laurenti, sulle orme del Padre Bresciani e sotto le suggestioni di lui, si è affannato a far risultare quella calunnia dal processo stesso. Come vi sia poi riuscito si vedrà a suo tempo.

In quei giorni medesimi gravi tumulti avvennero a Roma dal 23 al 26 ottobre, fra cristiani ed ebrei, intorno ai quali io produco in fine di questo volume molti documenti nuovi.

Quei tumulti ebbero origine da una rissa casualmente suscitatasi fra un ebreo e un cristiano, e nella quale l’israelita ferì il cristiano ed un milite civico che si era intromesso nella contesa, ma rimase ferito egli pure2.

L’irritazione prodotta da quel fatto trasse immediatamente nel ghetto numerosi popolani e militi della guardia civica, che voleano vendetta del sangue cristiano; a quelli si unirono presto molti dell’infima plebaglia, desiderosi di dare il saccheggio al ghetto, e quali fossero i pericoli di quella situazione risulta dallo spropositato ma importante rapporto del capitano Lefevre, posteriore di cinque giorni a quella scena, ma che la descrive esattamente3.

La guardia civica romana, veramente nobile, patriottica e benemerita della civiltà, in tutta la storia della sua esistenza dal luglio 1817 al luglio 1819, si adoperò subito a contenere quei nascenti gravi disordini4. Il Comando generale di quella mi-

  1. G. Massari, op. cit., pag. 155.
  2. Vedi Documento, n. VIII, in fine di questo volume.
  3. Vedi Documento, n. IX.
  4. Vedi Documenti, n. X, XI, XII e XIII.