Pagina:Pellegrino Rossi e la rivoluzione romana I.pdf/294

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
286 pellegrino rossi e la rivoluzione romana

tornai dal Rignano che mi attendeva e lo accompagnai al suo palazzo»1.

E un altro testimonio aggiunge: «A piazza Tartarughe appresi dal chiavaro Mannucci e da un tal Iacoucci che Rossi era stato ucciso. In quel momento vedemmo passare il Duca di Rignano e il curiale Onesti che pallidi andavano verso la casa del Duca»2.

Fatto sta che questo ministro della guerra e dei lavori pubblici, questo Generale della guardia civica non andò a vedere il suo Sovrano, non intervenne al consiglio dei ministri, che si adunò poco prima dell’avemaria, mandò una lettera in cui designava come suo successore nel comando della civica il valoroso Colonnello Giuseppe Gallieno e se ne parti quella stessa sera per Napoli3.

Fatto sta che, mentre i capi del partito democratico costituivano una specie di Comitato di salute pubblica al Circolo popolare, mentre i legionarii, con alcuni dragoni e con molto popolo, andavano, con bandiere, acclamando all’Italia, alla libertà, alla costituente italiana avanti a tutte le caserme tanto dei carabinieri, quanto delle milizie di linea, per eccitare gli uni e le altre a fraternizzare col popolo, i ministri erano spariti e il primo a portare al Papa l’annunzio del terribile avvenimento fu il minutante Rufíni e, dopo di lui, monsignor Pentini. Soltanto dopo le quattro pomeridiane, riavutisi del primo spavento, i ministri Montanari, Guarini e Cicognani si recarono al Quirinale dove trovarono i Cardinali Soglia Ceroni e Vizzardelli e tennero consulta col Papa, il quale, più che turbato e commosso, era e si mostrava adirato. Fu chiamato il Colonnello Calderari, il quale, titubante e perplesso, disse di non esser sicuro che i suoi carabinieri avrebbero, in caso di necessità, fatto fuoco sul popolo. A quel consiglio era presente monsignor Pontini.


  1. Processo cit, deposizione Onesti, foglio 5390 a 5398.
  2. Processo cit., deposizione D’Orazio, foglio 5420 a 5445.
  3. L'Italie rouge par le V. D’Arlincourt, Paris, chez tous les Libraires, 1850, pag. 128. G. Spada, op. cit., vol. II, cap. XVIII, pag. 511. Cfr. con Lubienski, op. cit., pag. 245, e con tutti i giornali di Roma di quel tempo. Il Minghetti narra come egli accorresse, per recare aiuti al Rossi, dall’aula nella camera in cui esso era stato ricoverato; ne trovò chiuso l’uscio, tornò indietro e «cercai del Montanari, del Duca di Rignano, non mi venne fatto di ritrovarli» (Ricordi, vol. II, pag. 123).