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Pagina:Pellicano - Ricordi intorno al movimento politico di Reggio nell'anno 1847, Morano, 1879.djvu/121

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esser l’ultima a conoscermi di persona. Io, fatto di ciò consapevole, mi affrettai di sodisfarne il desiderio, il quale non fu certamente maggiore del mio di conoscere i componenti di quella storica famiglia. Quindi, senza indugio, nella sera seguente al dì della mia libertà, mi feci presentare in quella casa. Ma mi accorsi di essere stato atteso dallo aver trovato sulla soglia d’ingresso la veneranda Matrona coi figli ed amici ― Nell’accostarmi, fu tale l’emozione di quella bell’anima, che versò una lagrima di tenerezza e fe’ segno di volermi baciare la mano ― Io, dalla mia parte, compreso da profondo rispetto alla vista di quel sembiante signorile e modesto, e non men commosso di lei, mi ritrassi, cercando rimuoverla da quella risoluzione; ma l’egregia donna, comprimendo sulle labbra quello che le passava nell’anima, dignitosamente e come inspirata, esclamò: lasciate ch’io la baci! è questa la prima ed ultima mano, ch’io bacio.

Cessata quella prima febbrile emozione, fui introdotto in quella casa, che aveva un dì accolto fra i suoi muri l’esule chiarissimo Barone Giuseppe Poerio e che aveva veduto nascere Carlo ed Alessandro suoi figli, nomi già consacrati coi più splendidi titoli nella Storia della libertà dei popoli.

Dopo breve ora tolsi commiato, ma colla mente e col cuore pieni di tali e tanti affetti, che, dopo sì lungo tratto di tempo, ridestano ancora in me vivissime reminiscenze.

Non meno gentili e festevoli accoglienze avevamo da moltissime altre conspicue famiglie, che quì sarebbe lungo enumerare. A dir tutto in uno, tutti ci ave-


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