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Pagina:Pellicano - Ricordi intorno al movimento politico di Reggio nell'anno 1847, Morano, 1879.djvu/126

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Nè poi fu nostro proponimento di andare oltre i confini segnatici; di ricordare, cioè, solamente gli avvenimenti che riguardano il moto insurrezionale di Reggio.

Se non che, prima di metter termine a questo qual che siasi lavoro, ne par pregio dell’opera chiuderlo con la narrazione di un fatto di gravissima importanza, che in quei dì turbò la intera Città di Napoli e le coscienze degli onesti cittadini; fatto che veruno Storico ha potuto veridicamente registrare, sia perchè, sin dalla sua origine, fu trovato coperto da profondo mistero, sia perchè, in quei difficilissimi tempi, anche a me, vittima delle dolorose conseguenze, fu mestieri velarne e nasconderne buona parte per tema di non incontrar peggio. Ne dà soltanto un cenno Pier Leopardi nella sua storia, ma così oscuramente che può dirsi piuttosto la proposta d’un enigma, anzichè la narrazione di un fatto da consegnarsi alla Storia.

Il dì 11 Febbraio dell’anno 1848, una dimostrazione popolare, cui univasi la Guardia Nazionale, discacciava dalla loro casa di Napoli i PP. Gesuiti, imbarcandoli per Malta. Il dì seguente, l’amministrazione dei loro beni e di quanto altro possedevano, veniva ceduta al Ministero degli affari Ecclesiastici, dove era io Coadjutore; ed il Ministero affidavala ad una Commissione dei più riputati notabili napolitani. Io, per la mia dignità e pel carattere di Sacerdote, non solamente non aveva preso parte a quella dimostrazione, ma ai PP. napolitani, rimasti nelle loro famiglie, aveva usato tutti i riguardi possibili e tutte