Pagina:Pensieri di uomini classici sulla lingua latina.pdf/8

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per ampiezza e rotondità di periodo, per cui scrivendogli il Boccaccio nuovo Tullio il chiamava. Alle sue mani veduto avreste sempre i latini autori: che per iscoprirli ed ottenerli viaggiò non solo per l’Italia, ma in Francia, Lamagna, Inghilterra, e Grecia; e molti ne ha di sua mano copiati, e di postille qua e là ricoperti. Che se poi allo studio si diè dell’italiana favella si fu anche perché (com’egli nel 5 l. delle Senili scriveva al Boccaccio) l’alte prose e i versi dei latini erano dagli antichi recati a tanta bontà, che né per sue fatiche né per altrui nulla si poteva più aggiugnere di bellezza: del resto da’ latini fonti ei cavò il mirabile concento purissimo del suo canzoniere.

"Sì (scrive il Perticari) que’ tre grandi Riformatori videro che l’italiana eloquenza sarebbe stata tanto più illustre, quanto più si fosse accostata alla Romana; e perciò si adoperarono di sollevarla all’altezza latina. Quindi Dante nel l. 2 del volgare eloquio insegnò: per prendere abito di adoperare la costruzione, che diciamo eccellentissima, bisogna aver veduti i regolari poeti cioè Virgilio, e Ovidio nelle sue Metamorfosi, e quelli che hanno usato le prose altissime, com’è Tullio, Livio, e molti altri." E del Boccaccio lasciò scritto il Cantore della Basvilliana che dei latini si fece ardito seguitatore e trasse quella sua beatissima copia di sentenze e di forme dai sacrarj di Tullio, di Virgilio e degli altri eccellenti; ed ivi cercò parole più magnifiche ed alte, e così sollevò il linguaggio italico sino all’ultima altezza. E il Petrarca pieno d’ira magnanima sgridava acremente coloro che le bellezze non assaporavano del Lazio, così scrivendo al Boccaccio: "Che dirò di coloro che Marco Tullio dispettano? quel sole folgorantissimo di eloquenza? che si gabbano di Seneca e di Varro? che dallo stile di Sallustio e di Livio rifuggono come da cosa aspra ed incolta? Va dunque o buon Marone, va, e veglia, e suda, e lima quel tuo gran carme levato al cielo per le mani delle Muse!"