Pagina:Pensieri e discorsi.djvu/151

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eco d’una notte mitica 139

di colui o di coloro„ ecc., abbia, dirò così, tradotto in sorriso vernacolo la stupenda descrizione epica della Fama (Aen. IV, 173); così credo che volutamente e pensatamente in un altro luogo dei Promessi Sposi, nel cap. VII che precede la notte degli imbrogli, abbia trasformato, volgarizzando ma vivificando, in Renzo e Lucia nientemeno che Enea e Anchise. Oh! Lucia! Eppure è così. Lucia non si vuol persuadere al matrimonio di sorpresa, e pensa al filo che ha il padre Cristoforo. Come finalmente si persuade? Renzo comincia a andare in su e giú per la stanza, a proferire parole sempre più chiare di minaccia contro Don Rodrigo, tra lo spavento e i pianti delle due donne, finchè: “Ebbene! gridò Renzo, con un viso più che mai travolto: io non vi avrò; ma non v’avrà neanche lui. Io qui senza di voi, e lui a casa del... „ E allora Lucia piange, supplica, con le mani giunte, gli si butta in ginocchioni davanti; e Renzo: “Che bene mi volete voi? Che prova mi avete data? Non v’ho io pregata, e pregata, e pregata? E voi: no! no! — Sì sì — rispose precipitosamente Lucia... „ Or bene, leggete del solito libro dell’Eneide i versi 634-704. Anchise, il vecchio fulminato, ricusa di salvarsi. Nulla può smuoverlo. Enea allora dichiara che non sopravivrà nemmeno lui e tornerà tra i nemici per morire: morire senza vedere la strage de’ suoi: “Arma, viri, ferte arma... „ La moglie gli si oppone sulla soglia, abbracciandogli le ginocchia (era dunque in ginocchioni) e tendendogli il figlioletto. Qui avviene un prodigio e il vecchio finalmente cede, dopo avere avuta di quel prodigio la sanzione divina. Era più ostinato di Lucia, Anchise! Ma si assomigliano, non