Pagina:Pensieri e discorsi.djvu/169

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la scuola classica 157

gli alunni non se ne accorgono quasi mai, che un tema filosofico loro assegnato è filosofico di quella tale filosofia che insegna appunto il professore di filosofia) abbiano, i poveri alunni, trascritte per rispondere al tema del professore di italiano. E quante altre domande farei se potessi dilungarmi. Chi può accorgersi mai, leggendo un “componimento„, che il suo autore è istradato a osservare e conoscere la natura, dai professori di storia naturale e di fisica? Quando mai vi apparisce un argomento matematico? Anche la storia, che pure vi fa capolino, è generalmente solo quella dei rapporti tra le vicende politiche e le letterarie; storia così arbitraria, falsa, convenzionale, appassionata, noiosa, che nulla più.

Dunque, semplifichiamo, semplifichiamo! Smettiamo di oltraggiare nel tempo stesso la scienza e l’arte, di collare ogni settimana buoni ragazzi, invitandoli a dimostrare (niente meno nel secolo di Darwin!) con ragionamenti ed esempi (sì deduttivamente e sì induttivamente, come Platone e come Aristotele) la verità di... un assioma. Chè per lo più è un assioma, e più è chiaro e indimostrabile (per quanto in tal proposito non sia luogo a più o meno), più il tema pare bello e adatto.

Toccano quindi per lo più questi temi chiari ai bimbetti delle prime classi del ginnasio, i quali se la cavano ripetendo prima l’enunciato, poi negando il suo contrario, quindi interrogando in forma positiva e forma negativa per ribadire che l’enunciato è vero e il suo contrario è falso; dopo di che vien la volta dell’esempio: Viveva nei contorni della Toscana una famiglia composta di padre e madre e un figliuolo chiamato Luigi... Nè solo l’esercizio di comporre è