Vai al contenuto

Pagina:Per il testo della Divina Commedia Barbi, 1891.djvu/53

Da Wikisource.

— 47 —

14,[1] il che viene a confermare che l’arme fosse veramente degli Alighieri, o che almeno il copista la ritenesse tale; e nello stesso tempo a mostrare che vi venisse posta solo per ornamento, come per lo stesso fine sembra posta nel codice Vaticano del Boccaccio l’arme che il Borghini attribuisce agli antichi Alighieri e par piuttosto dei Frangipani.[2] Del resto la prova vera di quanto il Carta correva ad affermare, doveva risultare dall’esame del testo di questo e degli altri codici di Francesco di ser Nardo. Invece un siffatto esame ci porta ad opinione ben diversa; ché per quanto ignorante o trascurato si possa immaginare quell’amanuense, non è possibile che in una sola volta introducesse tante lezioni evidentemente secondarie e tanti errori quanti compaiono nel codice Braidense; e il confronto di questo cogli altri suoi fratelli mostra difatti che a questo stato di corruzione si pervenne a poco a poco e quasi insensibilmente;[3] oltre



  1. Nel Laurenziano XL, 14 si distingue oggi solo la fascia bianca trasversale; il resto è cancellato; nello Strozziano 150 si conosce bene il mastice dell’oro e la fascia bianca; l’altra metà dello stemma è abrasa. — Questi quattro Danti che recano lo stemma, appartengono tutti al medesimo gruppo, allo Strozziano: varietà di lezione però non mancano tra loro.
  2. Cfr. G. L. Passerini, Di una supposta copia dell’originale della «Commedia» e dell’arme antica di casa Alighieri. Venezia, Olschky, 1891 (Estratto dall’Alighieri, a. III fasc. 1º), a pag. 6.
  3. Agli errori riferiti nella nota 1 della pag. 34 e nella nota 2 della pag. 44 possono esser aggiunti i seguenti: Inf. III, 7 dinançi annoi; V, 101 mi prese costui; VII, 6 ci terra; VII, 67 maestro mio dissio lui; X, 89 omesso disse; XI, 84 pero men dio; XI, 90 suo corpo; XI, 106 queste cose; XII, 41 tremo sì forte che i p.; XII, 103 quiui uidi; XIII, 85 ricominciai; XVI, 26 sichentraloro il c.; XIX, 59 non ueder cio;