Pagina:Perodi - I bambini delle diverse nazioni, Firenze, Bemporad, 1890.djvu/142

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I ragazzi, in China, sono molto più stimati delle fanciulle, perchè possono guadagnare più denaro ed esser di sollievo ai genitori. Essi possono adorare con maggior vantaggio le tavolette di legno dei loro antenati, dalle quali i chinesi credono che sieno passate le anime di un antenato defunto, giacché suppongono che ogni persona abbia più anime.

Un uso barbaro si pratica in China, ed è quello di condannare a morte le bambine quando ce ne sono troppe in famiglia. Il padre stesso commette il delitto, benché in quel paese non sia considerato come tale. Le bambine sono mal viste e non sono contate. Quando un padre italiano è interrogato quanti figli ha, risponde che ha due figli; un maschio e una femmina, se, per esempio, ne ha due; ma un chinese dirà sempre che ha un figlio unico.

A quattro mesi insegnano al bambino a star seduto in una sedia, e fra gli altri regali che la sua nonna materna deve mandargli, c’è quello dello zucchero caramellato per metterlo sulla seggiola sulla quale è seduto il bambino.

II primo compleanno è pure un giorno di grande gioia, quando è presentato alla dea «Madre» il ringraziamento, e il bambino è messo sopra una tavola davanti a molte cose, come inchiostro, libri, oro o balocchi, e dalla prima che tocca arguiscono quale sarà il suo carattere e quale carriera seguirà. Appena è grandicello, il bambino impara ad adorare la sua Dea protettrice e altri Dei e Dee, ed è facilmente portato ad essere un piccolo buddista, taoista o confucionista, che sono le tre principali religioni della China. Anche diversi giapponesi sono pure buddisti. Ma qualunque religione egli segua, deve sempre onorare Confucio, che fu un filosofo molto dotto, nato circa 550 anni avanti l’èra nostra, e che scrisse molti libri pieni di buona morale.