Pagina:Perodi - I bambini delle diverse nazioni, Firenze, Bemporad, 1890.djvu/144

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 136 —

pure s’insegnano nelle scuole. Le lezioni dì calligrafia sono molto faticose, perchè si annette molta importanza a dare alla scrittura, composta di caratteri figurati, una forma elegante, e tutti gli sgorbi dello scolaro sono corretti dal maestro con l’inchiostro rosso. Al pari dei ragazzi giapponesi, quelli chinesi imparano le lezioni a voce alta, e ciò produce un rumore insopportabile. Ma gli scolari, peraltro, non possono parlare fra loro durante la scuola, e per impedire che essi trasgrediscano a quella legge, le tavole sono collocate a distanza l’una dall’altra.

Quando il ragazzo sa la lezione, dà il libro al maestro, gli volge le spalle, e la ripete. Questo si chiama pey-chou e si fa per impedire che il ragazzo legga la lezione, il che gli riuscirebbe molto facile per le grandi proporzioni dei caratteri. Il metodo d’insegnamento seguito nelle scuole chinesi è diverso dal nostro.

Colà il ragazzo deve imparare a mente la lezione, e dopo spiegare quel che ha imparato. La prima lezione è sulla pietà filiale, e nella vita il ragazzo chinese, la bambina, l’uomo e la donna sono rinomati per l’affetto per i genitori.

Dopo imparano il sacro libro trimetrico, che tratta della natura dell’uomo, delle maniere d’educazione, dei doveri sociali, e di diverse altre cose. Quindi vengono i quattro libri classici e i cinque libri sacri; così quando i ragazzi chinesi vanno a scuola, hanno molto da fare.

Gli esami per gradi sono molto difficili. I candidati sono chiusi in scuole separate e provvisti di letto e di cibo. Gli esami maggiori durano tre giorni e tre notti per parte, e sono divisi in tre parti. I tre saggi di ogni candidato sono copiati da uomini destinati a quell’ufficio, ma la copia è fatta con l’inchiostro giallo. È scelto il migliore, che deve raggiungere i quattrocentocinquanta punti, e i primi