Pagina:Pertusati Teodoro Della scienza e di Cesare Beccaria 1870.djvu/27

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cora una fiata in suo nome, i giudici scelti dalla sorte, i boni viri. Ed è opportuno il considerare come tutti si riscontrino in queste processure i momenti del procedimento induttivo. Valga il vero, la lettura de’ documenti non corrisponde essa per molto all’osservazione? L’esame del reo, de’ testi di accusa e di difesa, non è forse un vero e proprio esperimento? Il loro confronto, come si suol dire, in contraddittorio, la lotta fra il pubblico accusatore ed il difensore, non presentano forse gli elementi ed una rigorosa comparazione, onde il verdetto, sintesi conseguente a lunga ed accurata analisi, possa dirsi a buon diritto una induzione?

Decretò la scienza moderna che la Storia diventasse studio delle ragioni e norma degli umani istituti, Beccaria le chiede soccorso ad ogni passo perchè dimostri le conseguenze degli errori commessi, o non si perita di domandarle l’abolizione della pena di morte per questo che essa comprovò come e’ non basti a rattenere dal delitto. La scienza moderna mostrò di credere con Obbes e con Rousseau che la società avesse radice in un contratto, e in un contratto ripose Beccaria il fondamento del diritto di punire. Distinse essa saviamente la religione ed il governo della Chiesa dalla società e dal civile reggimento, e Beccaria già dalle prime pagine separa del tutto la rivelazione dalle convenzioni sociali. La scienza moderna volse sciaguratamente al sensismo, e Beccaria rinnega ogni principio che dalle sensazioni