Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/165

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Napoleo Bonapartus e le foglie secche 153


- Io sto al tuo detto: finisco il vino e poi vado a dormire: domattina poi mi racconterai tutto quello che hai veduto.

La casa ha questa iscrizione: Napoleo Bonapartus a d. xi K. Mart. mdccxcviii cum exercitu Gallorum Tolentinum ingressus quatriduum hisce in aedibus moratus. Legatos pontificis cuius legationis card. mattheius princeps fuit. Cum pace dimisit.

Li rimandò con una bella pace da vero che gli portò via tutte le Provincie e gli oggetti d'arte per giunta! Quante graziose cose si possono non dire adoperando il latino!

Le tre stanze dove il giovane generale dimorò, sono intatte: egli, se fosse in sua scelta, ci potrebbe ritornare ancora.

Una è in damasco giallo con belle suppellettili e mobili in istile del secolo, quella da letto in damasco rosso con gran letto e enorme baldacchino; ma il letto, secondo l'uso d'allora, è formato da un pagliericcio di foglie di granoturco, sostenuto sui trespoli. In verità non c'era da invidiare il sonno del futuro imperatore.

E mentre io ammiravo e lodavo la signorilità di quelle stanze, così diverse dalle nostre che hanno pur sempre qualcosa della bottega da mobiliere: - Veda, - mi dicea