Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/185

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Il Pelosino salvatore 173

tille ed oro, in quel gran piano, sola, ardita, produceva un effetto quasi di magia: ma vero è anche che i mendicanti vecchi e piccini non ci lasciavano in pace; ogni tanto le brutte mani ci toccavano le spalle per avvertirci che se davanti c'era Santa Maria degli Angeli, dietro c'erano anche loro.

Per quanto la mendicità si consideri presso di noi come un'istituzione sociale, aggravata in Assisi dalle tradizioni - male interpretate del resto - del Santo che fu cavaliere della Povertà, tuttavia la cosa diventava seccante, quando per buona ventura sopraggiunse un giovinetto di circa quattordici anni, decentemente vestito di rigatino con le scarpe ai piedi e il cappello in testa, il quale rinnovando il quos ego! di Nettuno, cominciò a rimbrottare l'uno e l'altro così: - Eh, tu l'hai avuto il soldo...., tu non ne hai bisogno, tu puoi andar a lavorare, tu hai avuto già due soldi che li ho visti io! - I mendicanti si ritraevano con certe mosse timide e irose che facevano un bellissimo effetto: insomma in breve ce li spazzò tutti.

Io guardai il nostro liberatore: era un visetto acuto e vivo e gli proffersi venti centesimi, per le medesime ragioni morali - si parva licet componere magnis - per cui i