Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/187

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Il Pelosino salvatore 175

domestica, di giovane età, dondolandosi su la gonna, lunga e bianca, languidamente scuoteva un cembalo, e due signorine ballavano a quel suono: questo il solo rumore, questo il solo movimento in quell'ora.

- Vengano, vengano se vogliono veder tutto, - diceva l'ottimo Pelosino, - quello è il castello: quello laggiù, dopo gli Angioli, è Rivotorto, la prima chiesa di san Francesco. Vogliamo andare a vedere le grotte del Subasio? No?! e allora andiamo a vedere la vasca con li pesciolini. Non ci sono nè anche a Roma dei pesciolini così belli: ora li chiamo. Non ci ha mica delle bricciole di pane in tasca? Non importa; glieli farò vedere lo stesso li pesciolini, - e vi gettò del terriccio, ma li pesciolini con sua gran mortificazione non comparvero.

- Bene: - seguitò spiegando - questo è il vialetto per li amorosi: veda come è nascosto! Par fatto a posta, non è vero?

- Come, ci sono anche qui li amorosi? - lo richiese il Pasini simulando grande espressione di scandalo.

- Non si faccia specie che ci sono anche qui e quanti! e si raccontano cose! - confermò il giovinetto con ingenua vergogna; e mutò discorso e soggiunse: - Oh, quest'altro