Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/275

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la bicicletta di ninì 263

moniva Ninì ai villani grossi e piccini che si affollavano attorno alla superba macchina e con quelle loro ditacce volevano premere le purissime gomme o salire sino al bottone del campanello. - Come si fa? perchè questo? che cos'è cotesto? - domandavano, - e Ninì spiegava serio serio finchè.... drin, drin, e d'un salto era in sella e via da que' zoticoni che non parea neppur toccare la ignobile polvere.


*


In quelle dolci giornate d'autunno, mentre il grappolo indora e l'oliva s'imbruna, il signor notaio, in sul far del vespero, riducendosi alla sua villetta con la diligenza, ogni volta, ad un ben noto svoltar della via, cercava in fondo un punto nero che si faceva grande a vista d'occhio, e, dopo un minuto, Ninì pedalava a fianco della grave berlina, trattenendo a stento i fremiti delle ruote.

- È il suo figliuolo, quel bel bambino? - domandavano i signori che erano nella vettura.

- Sì, mio figliuolo! - rispondeva semplicemente, ma il cuore dentro gli si allargava di gran piacere.