Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/296

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284 la bicicletta di ninì

un bambino!„ e poi forte: “Oh, non avete paura a andar in giro di notte?„ “Io paura?„ e mi metto a ridere. “Dove siamo?„ gli domando: “È lontana la città„?, “Eccola là,„ mi risponde. “Si vedono i lumi.„ E difatti si vedevano i lumi: ecco le prime case, i fanali a gaz, la gente che andava a spasso ancora sotto il viale, mentre io credeva che fosse almeno la mezzanotte. Guardo l'orologio, e sai che ora vedo? Le otto e mezzo: ci avea messo appena ventinove minuti. Ma che paura, la mia nonna bella! Però non dirlo al babbo che non lo deve sapere e non lo saprà mai.

Così il giovanetto terminò il suo racconto, e la nonna a baciarlo e a lambirgli i capelli, biondi e morbidi, con tenerezza infinita....

- Mi hai salvato tu la gamba, tesorino biondo, - dicea.

- No, nonna mia. È stata la bicicletta. Vedi? - e le additava lì presso con orgoglio la lucente macchina, - non si è mosso un dado, non si è spezzato un raggio, e ho corso, sai!