Pagina:Piccolo Mondo Moderno (Fogazzaro).djvu/446

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424 capitolo settimo.

certezza di cui è capace la natura nostra, finita com’è nelle sue comunicazioni con la sapienza infinita. Perchè tante volte certa presunzione umana trova modo di mescolarsi a movimenti pii dell’anima nostra e ci induce a scambiare per fatti di origine soprannaturale fatti che derivano invece da condizioni anomale del nostro spirito e del nostro corpo, operati da Dio sempre, perchè Dio opera tutto in tutto, s’intende, con i suoi metodi, per i suoi fini imperscrutabili, ma fatti non diretti a farci conoscere la sua volontà. Vede...„.

Qui don Giuseppe parve esitare per un certo imbarazzo e la sua voce diventò più tenera:

“... non domandiamo noi al Signore che ci conservi la Sua Elisa? Pensi, questa grazia, quanto deve influire sulla Sua vita, se ci è fatta o non ci è fatta!„

“Oh sì, sì, Dio mio, è vero, ma la visione l’ho avuta!„

“Ma sì, ma sì!„ fece don Giuseppe. “E il Signore potrà confermarla. Intanto vi hanno cose che egli sicuramente vuole: rimetterle tutto il Suo debito, piccolo o grande che sia...„.

“Grande, grande, grande!„ interruppe il giovine, desolato.

“... essere conosciuto e amato da Lei come una volta, meglio di una volta. Forse ha qualche altro