Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/215

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specialmente i monti siano stati squarciati da’ violentissimi terremoti. Molti Istorici degni di fede, trà quali Diodoro Siculo, asseriscono, che anticamente nell’Oceano esistesse un’isola grande chiamata Atlandide, e che questa rovinata da un terremoto sia stata inondata dalle acque marine. Pensa Strabone, ed altri naturalisti, che una terribile concussione della terra abbia separata la Sicilia dall’Italia. Virgilio cosi crede1


Haec loca vi quondam, et vasta convulsa ruina,
(Tantum aevi longinqua valet mutare vetustas)
Dissiluisse ferunt: cum protinus utraque tellus
Una foret, venit medio vi pontus, et undis
Hesperium Siculo latus abscidit: arvaque, et urbes
Litore diductas angusto interluit aestu.


Quindi non mancano autori, che credono, che la parola Sicilia venga dal verbo sicilio, che significa segare, e che Rhegium Città in fine dell’Italia cosi fu chiamata, per denotare fenditura, o separazione. Vi sono altri, che stimano esser ciò avvenuto all’America una volta congiunta coll’Asia. Prima però di dir le ragioni, le quali m’inducono a credere, che questo stesso sia accaduto alla montagna di Frasassi, fa duopo, affinchè sia da tutti inteso, che dia pochi cenni sopra l’origine del terremoto.

Gli antichi lo ripetevano da’ fuochi sotterranei, dalle evaporazioni delle acque, dalle formazioni de’ gas, e da altre simili cose. Ma i moderni trovando insussistenti i loro sistemi, con maggior semplicità, e se vogliamo dire con verità gli danno per cagione l’elettricismo. Ognuno, che sia iniziato nella Fisica, sa, che questo fluido ha una tendenza, come gli altri fluidi, all’equilibrio, e che circola per l’atmosfera, e particolarmente per le viscere del nostro globo, che n’è il serbatojo. Si sa ancora, che alcuni corpi, come lo zolfo, e gli altri bitumi chiamati non conduttori, o coibenti, impediscono il passaggio al detto fluido, e che glie lo permetto-----

  1. Aeneid. lib. 3. v. 414,