Pagina:Pio IX - Lettera di Giuseppe Mazzini al clero italiano.djvu/18

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In nome di Dio e per amore della patria nostra, noi vi chiediamo: siete cristiani? intendete il Vangelo? guardate alla parola di Gesù come a morta lettera, o ne adorate lo spirito? Tra lo spirito del Vangelo e la parola del Papa, siete veramente, ostinatamente decisi a scegliere, senza esame, senza richiamo alla vostra coscienza, quest’ultima? Siete credenti, o siete idolatri?

Sulle prime linee del Vangelo, lo spirito del male offre a Gesù, purch’ei voglia servirgli e tradire la propria missione, il dominio dei regni e dei principati terrestri: Gesù rifiuta sprezzando. Non ricordate mai, quando vedete i capi della vostra gerarchia collegarsi coi principi, maledire per essi ai popoli, versarne il sangue per mantenere a sè stessi il principato d’una parte di terra italiana, quella pagina del Vangelo?

In un’altra pagina, Gesù, l’anima la più dolce, la più mansueta, la più benedetta d’amore che scendesse mai sulla terra, s’arma di flagello e caccia con santo impeto d’ira i trafficatori e i profanatori dal tempio. Non pensate mai a quella pagina, o sacerdoti, fratelli miei? È puro il tempio di venditori? I farisei, i settatori della lettera morta son essi tutti spariti? Splende il verbo di Dio puro e vivificatore come lo proferiva Gesù?


VI.


Sacerdoti di Cristo, guardatevi intorno.

Perché freme la terra? Perché tanto grido di popoli sommossi, e che nessuna forza può ridurre a pace e silenzio? Da quanti giorni, da quanti mesi ha data patente, irrecusabile quel fremito di nuovi bisogni, di nuove cose? Da oltre a sessanta anni, e rinforza. In quanti luoghi si rivela minaccioso? potete additarci un foco, un punto centrico da dove l’agitazione si stenda? Irrompe per ogni dove, senza centro determinato, per terre diverse, lontane tra popoli disgiunti di razza e di costumanze, in Italia, in Francia, tra gli Slavi, a Pesth e a Vienna, dall’estrema Sicilia a Pietroburgo: non è