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| 148 | Novelle per un anno. |
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Prese moglie, un bel giorno, li per lì, come si beve un uovo, per non dar tempo al caso di mandargli tutto a gambe all’aria.
Veramente, egli guardava da un pezzo (al solito, con la coda dell’occhio) quella signorina Molesi, che stava presso la biblioteca: Dreetta Molesi, che più gli pareva bella e piena di grazia e più diceva a tutti ch’era brutta e smorfiosa.
Alla sposina che, avendo una gran fretta anche lei, si lamentava della troppa fretta di lui, disse che aveva già tutto pronto da tempo: la casa, così e così, che ella però non doveva chiedere di visitare avanti, perchè gliela riserbava come una bella sorpresa per il giorno delle nozze; e non volle dire neppure in che via fosse, temendo che di nascosto o con la madre o col fratello andasse a visitarla, tentata dalle minuziose descrizioni ch’egli le aveva fatto di tutti i comodi ch’essa offriva e della vista che si godeva dalle finestre, e dei mobili che aveva acquistati e disposti amorosamente nelle varie camerette.
Discusse a lungo con lei sul viaggio di nozze: a Firenze? a Venezia? Ma quando fu sul punto, partì per Napoli, certo d’aver così gabbato il caso: d’averlo cioè spedito a Firenze e a Venezia da un albergo all’altro per guastargli le gioje della luna di miele, mentr’egli se le sarebbe godute, quieto e riparato, a Napoli.
Tanto Dreetta quanto i parenti rimasero storditi di questa improvvisa risoluzione di partire per Napoli, quantunque già un poco avvezzi a simili repentini cambiamenti in lui sia d’umore sia di pro-