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| 160 | Novelle per un anno. |
lui fa per recarsi il bicchiere alle labbra.... non può.... la mano, invece d’andare in su, gli va in giù.... così.... così.... tremando e versando l’acqua.... il bicchiere gli cade di mano.... i ginocchi gli si piegano.... e stramazza....
— O-òh! guardate, — suggerì piano l’ometto calvo, accostandosi, con un dito della manoccia teso, — lì, guardate.... i cocci del bicchiere.... lì.... —
Tutti si voltarono a guatar costernati quei cocci nell’angolo, come dianzi quegli altri la poltrona. Ma giunse in quella dalla stanza del moribondo un puzzo intollerabile, che fece arricciare il naso a tutti.
— Buon segno! — esclamò qualcuno, avviandosi per recarsi in un’altra stanza. — Si scarica. —
Parecchi confermarono:
— Buon segno, sì.... buon segno! —
E tutti, turandosi il naso, seguirono il primo.
Stavano in quell’altra camera i parenti del moribondo; il fratello Carlo, un nipote, un cognato e lo zio canonico, insieme con altri visitatori, tutti in silenzio.
Si rispondeva ai saluti, fatti a bassa voce, o con gli occhi o con un lieve cenno della mano o del capo. Carlo Naldi, come se i sopraggiunti fosser venuti a dirgli: — “Tuo fratello è guarito, cammina....„ — scattò in piedi per recarsi dal moribondo. Alcuni si provarono a trattenerlo.
— No, lasciatemi. Voglio vederlo.... —
E andò, seguito dal figlio.
Anch’essi, entrando, si turbarono al puzzo pestifero; ma si trattennero presso il letto e sorvegliarono gl’infermieri, perchè il letto e il giacente fossero ri-