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Pagina:Pirandello - Novelle per un anno, Volume IX - Donna Mimma, Firenze, Bemporad, 1925.pdf/181

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XIV. — Visitare gl’infermi. 171

sofferenze, allontanare la morte, l’orrenda fine, laggiù....

Fu scosso, a un tratto, da un borbottìo sommesso dentro la stanza. Un prete nottante, dall’abito frusto, leggeva con un pajo di rozzi occhiali sul naso, curvo sul moribondo, in un vecchio e unto libricciuolo, intercalando frequentemente nella lettura ora un Pater ora un’Ave, che i due infermieri e il canonico ripetevano a bassa voce. Terminata la preghiera, il prete, dagli occhi impassibili, s’infrociò una grossa presa di tabacco. Era stato chiamato per la notte come “ricordante„ al capezzale del moribondo. Notava con soddisfazione che aveva ben poco da fare, poichè questo non era più in sensi. Di tanto in tanto una preghiera per accompagnare il trapasso, e sufficit. Si scosse con una mano un po’ di tabacco dal petto, poi si rassettò la tonaca sulle gambe, poi si guardò le unghie e soffio per il caldo.

— Caldo.... ah, caldo....

— Non si respira.... — disse uno degli infermieri.

Il dottor Bax rientrò dal balcone; guardò accigliato il prete che rispose allo sguardo con un sorriso triste e vano, e uscì dal salotto. Attraversando la sala d’ingresso, scorse nella parete a sinistra un uscio, a cui finora non aveva badato. L’uscio era socchiuso. Intravide una camera illuminata debolmente, in cui erano raccolte alcune donne in silenzio. Ne usciva in quel momento Carlo Naldi con in mano una tazza di brodo.

— Dottore, venga, — disse il Naldi. — Provi lei a farle prendere questo po’ di brodo.

— Io? a chi? — domandò, confuso, il Bax.

— A mia cognata.