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| 172 | Novelle per un anno. |
— Ah, la moglie.... è qua?
— Sì, venga. —
Il Bax s’era sentito sempre a disagio in presenza delle donne; tuttavia, costretto, entrò premuroso:
— Dov’è? dov’è? —
La moglie del moribondo sedeva su un seggiolone, con un gomito appoggiato sul bracciuolo e la faccia nascosta in un fazzoletto. Al richiamo insistente del dottore, mostrò il volto lungo, cereo, smunto. Pareva movesse con pena le pàlpebre: non aveva più forza neanche di piangere. Gli occhi le andarono all’uscio della camera rimasto aperto, e subito immaginò che il marito fosse morto e che già se lo fossero portato via, in chiesa. Rassicurata, si lasciò piegare dalla voce estranea del medico a mandar giù qualche sorso di brodo, ma subito reclinò il volto sul fazzoletto, come se stesse per rigettarlo, e allungò l’altra mano per allontanare la tazza. Nondimeno, il dottor Bax uscì dalla camera molto soddisfatto di sè, quasi convulso, e appena nella saletta d’ingresso si fermò perplesso, un tratto, a grattarsi la fronte, come per rendersi conto di quella sua soddisfazione, di cui non vedeva bene il perchè.
⁂
A sera inoltrata si riunirono di nuovo nell’altra stanza quasi tutti i visitatori del giorno. Alcuni, tra i celibi, si proponevano di rimaner l’intera notte colà, dato che il Naldi non fosse morto prima di giorno; gli altri si sarebbero trattenuti fino al più tardi possibile: e chi sa, forse avrebbero assistito anche loro alla morte, che pareva dovesse avvenire da un momento all’altro. Del resto, fuori, in città, non si sarebbe trovato modo di passar la serata.