Vai al contenuto

Pagina:Pirandello - Novelle per un anno, Volume IX - Donna Mimma, Firenze, Bemporad, 1925.pdf/183

Da Wikisource.

XIV. — Visitare gl’infermi. 173


All’avvocato Filippo Deodati avvenne di poter rifare il racconto della visita del Naldi al Cilento, col particolare saliente del bicchier d’acqua, a un nuovo visitatore, il quale, arrivato la sera stessa da un paese vicino, era accorso alla notizia così come si trovava, con gli stivaloni, il fucile appeso alla spalla e la cartuccera al ventre. Costui non sapeva ancora accordarsi bene al contegno degli altri, parlava un po’ troppo forte, mostrava ancor troppo viva la sorpresa, l’afflizione, l’ansia di sapere, in mezzo agli altri che si tenevano silenziosi e circospetti, rispondendo alle sue domande o con un moto degli occhi o con un sospiro.

Appena entrato nel salotto, alla vista del moribondo, il nuovo visitatore s’era impuntato per istintivo orrore; poi, pian piano, s’era accostato al letto, osservando paurosamente il Naldi.

— Perchè fa così? — domandò a un infermiere.

Il moribondo, sempre più angosciato, agitava senza requie la mano sinistra illesa; riusciva talvolta a sollevare e a trarsi giù dal petto il lembo rimboccato del lenzuolo; tal’altra, non riuscendovi, levava il braccio a vuoto, con l’indice e il pollice della mano convulsa congiunti, quasi in atto di spaventosa minaccia.

Il nuovo visitatore n’era rimasto atterrito.

— Perchè fa così? — domandò di nuovo.

— Vuol togliersi la vescica dal capo, — rispose l’infermiere.

— Ma che! Non gli dar retta! — interloquì Filippo Deodati. — Movimenti riflessi.

— Se l’è già tolta due volte! — insistè l’infermiere.

Il Deodati lo guardò con aria di commiserazione.

— E che importa? Movimenti riflessi. Non sa più