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Pagina:Pirandello - Novelle per un anno, Volume IX - Donna Mimma, Firenze, Bemporad, 1925.pdf/185

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XIV. — Visitare gl’infermi. 175

a contemplare il giacente, ch’era stato suo amico d’infanzia e compagno di scuola. Tra le mille seccature, le ansie, le smanie dell’ambizione, ecco l’immagine di un’improvvisa morte! — E scosse amaramente il capo, con gli angoli della bocca contratti in giù.

— Che siamo! — mormorò, e uscì, a capo chino, dalla camera del moribondo, per recarsi nell’altra stanza, seguito da quasi tutti i presenti a quella scena.

Eran tutti inorgogliti di quella degnazione dell’onorevole deputato, e beati della fortuna d’averlo lì con loro. Gli fu porto da sedere nel balcone, al fresco, e molti gli si strinsero attorno, in silenzio. Quindi, prima uno, poi un altro, gli rivolsero qualche domanda a bassa voce, alla quale egli non seppe tenersi dal rispondere. Poco dopo la conversazione navigava per l’agitato mare della politica, dietro la sconquassata nave ministeriale, di cui il Delfante era fedele pòmpilo seguace, non per convinzione, ma per misero tornaconto.

Il fratello del moribondo si teneva discosto, seduto su una poltroncina: gli faceva male un dente, e fumava per stordire il dolore. Alcuni, vedendolo fumare, pensarano d’accendere il sigaro anche loro.

Soltanto il piccolo De Petri era in gran pensiero. Si doveva sì o no ordinare la cassa da morto? Nessuno ci pensava, e intanto.... Dove diavolo s’era cacciato quello sciocco presuntuoso del dottor Bax? E gli abiti per l’ultima vestizione? Al povero Naldi toccava anche di morire fuori della propria casa! Bisognava mandar qualcuno a cercare questi abiti. E un altro pensiero ancora: gli annunzi funebri, a stampa.