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Pagina:Pirandello - Novelle per un anno, Volume IX - Donna Mimma, Firenze, Bemporad, 1925.pdf/187

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XIV. — Visitare gl’infermi. 177

piccolo crocifisso, sicuro che questo al morente, per la notte, potesse bastare.

Gli altri, nell’altra stanza, presso il balcone, comodamente sdrajati, conversavano fra loro fumando.

Una disputa s’era accesa tra il Bax e l’avvocato Filippo Deodati intorno ad alcuni strani fenomeni spiritici esperimentati in quei giorni da un cultore fanatico di questa nuova sollecitudine intellettuale — come l’avvocato Deodati la definiva.

— Ciarlatanerie! — esclamò a un certo punto il Bax.

— Naturalissimo che tu dica così! — rispose con un sorrisetto il Deodati. — Anch’io, per altro, son quasi della tua opinione. Tuttavia penso, chi sa! è presunzione certo ritenere che l’uomo, con questi suoi cinque limitatissimi sensi e la povera intelligenza che gliene risulta.... possa.... dico, possa percepire.... e concepire tutta quanta la natura. Chi sa quant’altre sue leggi.... quant’altre sue forze e vie ci restano ignote.... E chi sa se veramente.... dico, non si riesca a stabilire.... quasi un sesto senso.... mediante il quale non si rivelino a noi.... senza tuttavia riflettersi su la nostra coscienza (e perciò, badate, paurosamente) fenomeni inaccessibili nello stato normale.

— Già! — fece il Bax. — I tavolini giranti e parlanti.... Sesto senso? Autosuggestione, caro mio!

— Eppure! — sospirò il Deodati, che guardava ancora in giro gli amici per coglier l’effetto delle sue prime parole. — Eppure.... ecco: io vorrei spiegarmi il perchè di certe nostre paure.... sì, dico.... la paura, per esempio, che ci fanno i morti.... Andresti tu, poniamo, domani o quando che sarà, a dormir solo, di notte, accanto alla cassa mortuaria del nostro povero Naldi, dentro la cattedrale, dove fosse soltanto