| Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
| 178 | Novelle per un anno. |
un lampadino pendente dall’altissima vòlta, tra le grandi ombre, oppresso dalla poderosa solenne vacuità di quell’interno sacro? Oh Dio, il silenzio.... immagina! e un topo che roda il legno d’un confessionale.... o d’una panca.... giù, in fondo.... sotto la cantoria....
— Dei morti, — disse con calma il Bax, — ho avuto paura anch’io che a buon conto, ohè, medico sono e di morti n’ho visti, come potete figurarvi!
— E tagliati....
— Anche. Veramente allora ero studente. Tu sai che mi son sempre levato all’ora dei galli. Basta, — “Matteo, — mi avevano detto la sera avanti alcuni miei colleghi, — tu che sei mattiniero, domattina di buon’ora va’ ad accaparrarti con Bartolo alla Sala Anatomica un buon pezzo da studiare: testa e busto„. Bartolo era il bidello della Sala. Che tipo, se l’aveste conosciuto! Parlava coi cadaveri.... nettava a perfezione i teschi e se li vendeva cinque lire l’uno. Cinque lire, una testa d’uomo! Molte, tuttavia, vanno anche assai meno. Basta.... State a’ sentire, che vi racconterò come un morto mi spense la candela.
— La candela?
— La candela, sì. Accettai l’incarico dei miei compagni; e il giorno appresso, poco dopo le quattro, mi recai alla Sala. Il cancello, davanti al giardino che circonda il basso edificio, era aperto, o meglio, accostato: segno che i becchini avevano già portato il carico alla Sala. Bartolo si vestiva nella stanzetta a sinistra dell’androne, la quale ha una finestra prospiciente il giardino. Io vidi, entrando, il lume attraverso le stecche della persiana. Contemporaneamente, Bartolo udì lo scalpiccìo dei miei passi sulla ghiaja del vialetto. — “Chi è là?„ — Io,