| Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
| 182 | Novelle per un anno. |
Il volto del Naldi si mutò rapidamente: da paonazzo diventò prima terreo, poi pallido.
Il piccolo De Petri accorse:
— Prima vestirlo! — disse agli infermieri. — Poi si farà vedere ai parenti. Prima vestirlo! Gli abiti? Sono di là. Aspettate. Ci ho pensato io.
— Senza fretta! senza fretta! — ammonì il dottor Bax. — Lasciate prima rassettare il cadavere.
— Intanto, come si fa? — riprese il De Petri. — Il signor Carlo vuole assolutamente che si facciano venire i figli del povero Gaspare.... almeno i due maggiori, dice, perchè vedano il padre.
— Ma no, perchè? — osservò il Deodati, tutto compunto. — Perchè, poveri figliuoli?
— È la volontà dello zio. Io, per me, non lo farei. Ma insomma, chi va? chi corre?
— Bisognerà svegliarli a quest’ora, poveri ragazzi! Non sanno nulla.... — seguitò afflittissimo il Deodati. — Condurli qua, a un simile spettacolo! Con che cuore? Io non capisco.... M’opporrei!
— Vado io, — s’offerse uno degli infermieri.
Già rompeva l’alba, e la prima luce entrava squallida dal balcone spalancato a rischiarar torbidamente quella camera, in cui per uno perdurava la notte senza fine.
I due fanciulli, il maggiore di dodici anni, l’altro di dieci, arrivarono quando il padre era già vestito e impalato sul letto. Pallidi ancora di sonno, i due poveri piccini guardavano il padre con occhi sbarrati dal pauroso stupore, e non piangevano; si misero a piangere quando la madre irruppe e si buttò sul cadavere, disperatamente, senza gridare, vibrando tutta dal pianto soffocato con violenza, là, sull’ampio petto esanime del marito.