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Pagina:Pirandello - Novelle per un anno, Volume IX - Donna Mimma, Firenze, Bemporad, 1925.pdf/193

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XIV. — Visitare gl’infermi. 183


Il prete s’accostò afflitto per persuaderla a lasciare il cadavere.

— Via, via, signora, coraggio! Per i suoi bambini, coraggio! —

Ma ella si teneva avvinghiata a quel petto.

— La volontà di Dio, signora! — aggiunse il prete.

— No, Dio no! — gridò Carlo Naldi, stringendo un braccio al prete. — Dio non può voler questo! Lasci star Dio! —

Il prete volse gli occhi al cielo e sospirò; mentre la vedova, a quelle parole, si mise a piangere forte insieme coi figliuoli.

— C’è di buono, — faceva intanto notare il piccolo De Petri al Deodati, — che non restano male, quanto a.... È sempre qualche cosa, nella tremenda sventura.

— Certo, certo.... Intanto, scappiamo! — gli rispose il Deodati. — Casco dal sonno. Me la svigno zitto zitto.

— Te felice! — sospirò il De Petri. — Io non posso.... sono di casa....

— Levami una curiosità, ora che ci penso: il Cilento non s’è visto, dov’è? dove s’è cacciato?

— È alloggiato con la famiglia in una casa qua, del vicinato.... Poveraccio, ha il suo dolore, per la morte del figliuolo; non gli è bastato l’animo d’assistere anche a quello degli altri. —

Il Deodati, poco dopo, se la svignò insieme con gli altri rimasti a vegliare. Cammin facendo, s’imbatterono in parecchi amici, tra i più mattinieri, che si recavano in casa del Cilento.

— Finito! Finito! — annunziarono.

— Ah sì? Morto? Quando? — domandarono quelli, delusi.