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| 184 | Novelle per un anno. |
— Adesso.... all’alba....
— Perbacco! Se venivamo un po’ prima.... Voi l’avete veduto? Com’è morto?
— Ah, terribile, miei cari! — rispose il Deodati. — S’è contorto, scrollato tre volte, come un serpe.... Poi s’è cangiato subito in volto; è diventato terreo.... Andate, andate.... ci sarà da fare.... I parenti son rimasti soli.... Noi caschiamo dal sonno: abbiamo vegliato tutta la notte.... Andate, andate.... —
Quei mattinieri fecero le viste d’andare. Ma, arrivati a un certo punto, si confessarono a vicenda di non aver cuore d’assistere allo strazio della vedova e degli altri parenti. Qualcuno manifestò il timore di riuscire importuno; altri, l’inutilità della loro presenza.
Così nessuno andò.
Alcuni ritornarono a casa per rimettersi a dormire; altri vollero trar profitto dell’essersi levati così per tempo, facendosi una bella passeggiata per il viale all’uscita del paese, prima che il sole si fosse infocato.
— Ah, come si respira bene di mattina! Valgono più per la salute due passi fatti così di buon’ora, che camminare poi tutto il giorno in preda alle brighe quotidiane. —