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Pagina:Pirandello - Novelle per un anno, Volume VII - Tutt'e tre, Firenze, Bemporad, 1924.pdf/166

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156 Novelle per un anno.

sempre da quella casa, con lui per mano e reggendosi con l’altra, sulla faccia voltata, una cocca del fazzoletto nero che teneva in capo, per nascondere il pianto e i segni delle atroci percosse del marito.

Era stato lui, ragazzo, la causa di quelle percosse, della rottura insanabile che n’era seguita tra moglie e marito e della conseguente morte della madre, per crepacuore, appena un anno dopo: lui, sciocco, per aver voluto farsi, a quattordici anni, paladino di lei contro il padre che la tradiva; senza comprendere, come comprendeva ora da grande, che alla madre, orribilmente svisata fin da bambina da una caduta dalla finestra nella strada, era fatto l’obbligo di sopportare quel tradimento, se voleva seguitare a convivere col marito.

Per lui, figlio, la mamma era quella. Non poteva concepirne un’altra diversa. Si sentiva avvolto e protetto dall’infinita tenerezza che spirava da quegli occhi, che sarebbero stati pur belli, così neri, se le palpebre, sotto, non se ne fossero staccate, mostrando il roseo smorto delle congiuntive e scivolando con le occhiaje e le guancie nel cavo dell’orrenda ammaccatura, da cui emergeva appena la punta del naso. E tutta la carnale e santa amorosità della mamma sentiva nella voce di lei, senza badare che quella voce, più che dalla povera enorme bocca, le sfiatasse quasi vana dai fori del naso.

Sapeva che il padre, venuto su dalla strada, era diventato signore per lei; e s’irritava vedendo che ella, nonchè pretenderne almeno un po’ di gratitudine, per poco non metteva la faccia — quella sua povera