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Pagina:Pirandello - Novelle per un anno, Volume VI - In silenzio, Firenze, Bemporad, 1923.pdf/124

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112 Novelle per un anno.

si china, l’abbranca per i piedi, e giù! la rovescia dalla finestra, gridando:

— Signor tenente, se la pigli! —

Al doppio urlo che gli risponde di sotto, dell’ufficiale e della precipitata, egli si ritrae, raccapricciato, in preda a un tremor convulso, di tutto il corpo: si prova a richiuder le imposte, ma non può, poichè dallo spiazzo nuove grida si levano, di soldati, di ufficiali, d’altra gente accorsa. Traballando, col passo legato, si trascina fino alla camera del figlio, ribellandosi ferocemente alla balia che, saltata dal letto in camicia, a quegli urli, vorrebbe trattenerlo per sapere che ha fatto, che è stato.

— Nulla.... nulla.... — risponde lui, fremebondo, abbracciando il figliuolo sul letto. — Nulla.... non ti spaventare.... Una tegola.... una tegola sul capo a un tenente. —

Bussano furiosamente alla porta. La balia scappa a infilarsi una sottana, corre ad aprire: un fiume di gente, soldati e ufficiali allagano vociando la casa ancora al bujo, dietro a due carabinieri e al delegato.

— Abbiano pazienza, accendo il lume.... — balbetta la balia, spaventata.

Cosmo Antonio Corvara Amidei si tiene stretto con tutte e due le braccia Dolfino, che s’è inginocchiato sul letto.

— Via! Venite con me! — gli grida il delegato.

Egli si volta a guardarlo. Sotto il turbante delle fasce, quella faccia da morto con gli occhiali incute sgomento e orrore alla folla che ha invaso la camera.

— Dove? — domanda.

— Con me! Senza storie! — gli risponde, brusco, il delegato, prendendolo per una spalla.