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Pagina:Pirandello - Novelle per un anno, Volume XIII - Candelora, Verona, Mondadori, 1951.pdf/117

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ho tante cose da dirvi... 117

tava il cappello in capo, e via di nuovo per le strade, furiosa, imprecando al mal’educato.

Non s’accorgeva nemmeno che ora amici e conoscenti, per non farsi aggredire avvistandola da lontano, scantonavano, si nascondevano e, quand’erano acchiappati, le porgevano la mano voltando la faccia, e scappavano via, senza darle il tempo di finir la solita frase:

— Domani, eh? V’aspetto domani. Dalle quattro alle sei. Ho tante cose da dirvi...

Ricordava, la poveretta, d’essersi mostrata sempre affabile e cordiale, con le amiche, con gli amici, ammiratrici del marito, corteggiatori della figliuola. Amiche, amici, le sedevano accanto, allora, durante le riunioni, le rivolgevano anche la parola, la salutavano con aria complimentosa e deferente, entrando nel salone e uscendone. Inchini, complimenti, sorrisi... Ella udiva paziente tutta quella musica, tutte quelle dispute d’arte; qualche volta le era avvenuto di rispondere con un cenno del capo o con un sorriso a qualcuno che nel calore della discussione le aveva rivolto lo sguardo... No, no, proprio no, non riusciva a capacitarsi ancora perché, allontanatasi la figliuola, morto il marito, tutti l’avessero abbandonata, cosí, come se ella avesse commesso qualche indegnità; tutti avessero cosí disertato la bella casa dove quei preziosi oggetti d’arte erano rimasti attorno a lei come sospesi in una immobilità silenziosa e quasi solenne.

Erano suoi, tutti e assolutamente suoi, ora, quei mobili e la casa; ella era la signora e la padrona di tutto; eppure... eppure da una smania orribile si sentiva presa, guardando, o, piuttosto, sentendosi guardata come un’estranea, lí, da tutti quegli oggetti che non le dicevano nulla, che non le sapevano dir nulla, perché avevano tutti un ricordo vivo ancora, o del marito o della figliuola; e per lei, nessuno.

Se alzava gli occhi a guardare, per esempio, un quadro del salone, sapeva ch’era antico, come no? sapeva ch’era di pregio; ma che cosa rappresentasse quel quadro, perché fosse bello, veramente non avrebbe saputo dire neanche a se stessa; e se guardava il pianoforte... eh, in verità non poteva altro che guardarlo... non s’arrischiava nem-