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Pagina:Pirandello - Novelle per un anno, Volume XV - Una giornata, Milano, Mondadori, 1937.pdf/45

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ma è anche qua seduta sul divano ad aspettarmi la bella signora Anna Wheil, proprio lei. Può darsi che non sia vera, questo sí. Non me ne stupirei affatto, avvezzo come sono da tempo a simili apparizioni. O se no, c’è poco da scegliere, sta tra due, non sarà vera la notizia della sua morte stampata in questo giornale.

È qua vestita come tre anni fa d’un bianco abito estivo d’organdis, semplice e quasi infantile, sebbene ampiamente aperto sul petto. (Ecco la nuvola del sogno, ho capito.) In capo, un gran cappello di paglia annodato da larghi nastri di seta nera. E tiene gli occhi un po’ socchiusi a difesa dalla luce abbagliante dei due finestroni dirimpetto; ma poi, è strano, espone invece a questa luce, reclinando il capo indietro con intenzione, la meravigliosa dolcezza della gola, come le sorge dal caldo trasognato candore del petto e su dall’attaccatura del collo fino al purissimo arco del mento.

Quest’atteggiamento senza dubbio voluto m’apre tutt’a un tratto la mente: ciò che la bella signora Anna Wheil ha da ricordarmi è tutto lí, nella dolcezza di quella gola, nel