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Pagina:Pirandello - Novelle per un anno, Volume XV - Una giornata, Milano, Mondadori, 1937.pdf/49

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gli occhi sfavillò anzi diversamente da prima, sfavillò d’un estro quasi folle di riconoscenza, perché nei miei occhi rideva senz’alcun rispetto una gratitudine cosí pura di quel che avevo intravisto che ogni senso di concupiscenza restava escluso e solo si appalesava lampante il pregio supremo che io attribuivo alla gioja che l’amore d’una donna come lei, bella tutta come lei, coi tesori d’una divina nudità con cosí pudica fretta ricoperta, poteva dare a un uomo che avesse saputo meritarselo.

Questo le dissero chiaramente i miei occhi, splendenti ancora di quel baleno d’ammirazione; e questo fece subito che io diventassi per lei il solo Uomo, veramente uomo, tra tutti quelli che erano in quel giardino; nello stesso tempo che lei m’appariva tra tutte le altre la sola Donna, veramente donna. E non ci potemmo piú separare per tutto il tempo che durò quella riunione. Ma oltre questa tacita intesa, durata un attimo, per sempre, non ci fu altro tra noi. Nessuno scambio di parole, fuori delle comuni e usuali, sulla bellezza di quel giardino, sulla giocondità di quella festa e la graziosa ospitalità dei nostri