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Pagina:Pirandello - Novelle per un anno, Volume XV - Una giornata, Milano, Mondadori, 1937.pdf/51

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me insistere, e per lei tornare a compiacersene. C’eravamo già intesi. Doveva bastare. Non si trattava piú di noi due; non era piú da cercare né di sapere e neppur d’intravedere com’era lei, ch’era tutta bella, sí, come lei sola si conosceva; ci sarebbe stato allora da considerare tant’altre cose che riguardavano me: questa sopratutto: che avrei dovuto avere per lei, a dir poco, vent’anni di meno: una gran malinconia d’inutili ripianti; no, no; una cosa bella, da riempirci della piú pura gioja tra tanto splendore di sole e tanto riso di primavera, s’era rivelata a noi: questa cosa essenziale che è sulla terra, con tutto il nudo candore delle sue carni, in mezzo al verde d’un paradiso terrestre, il corpo della donna, concesso da Dio all’uomo come premio supremo di tutte le sue pene, di tutte le sua ansie, di tutte le sue fatiche.

— Se dovessimo pensare a te e a me...

Mi voltai. Come! Mi dava del tu? Ma la bella signora Anna Wheil era sparita.

Me la ritrovo ora qua accanto, in quest’aria verde, in questa luce del mio studio, vestita come tre anni fa del suo abito bianco d’organdis.