Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/174

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mento del risorgimento italiano; sospingere gli italiani alla conquista della loro patria fu il primo forte pensiero che balenò nella sua mente giovanile, poi la stella polare della sua vita, e sarà l’ultimo suo voto.

Se ragiona assistito dalla verità, ha logica potentissima; il suo discorso è colorito e convincente; ma se qualche pregiudizio lo trae fuori di strada, allora declama, ripetesi sovente, quasichè delle idee fisse, dei punti di fede, angustiassero il suo grande ingegno in picciolissimo giro.

Facile all’amicizia, generoso, inaccessibile all’odio, e coi suoi nemici personali magnanimo.

La sua temperie non è robusta, ed a niuno meglio che a lui converrebbero gli agi della vita; nondimeno niuno più di lui li sprezza; per esso la vita materiale non esiste.

Durante la sua laboriosa e tribolata carriera, esposto alle ingiurie ed alle persecuzioni dei governi, essendo privo d’appoggio in sulla terra, ha inteso il bisogno di rivolgersi al cielo, ha ricorso alla religione, e perciò ne’ suoi concetti politici avvi un poco del misticismo. La religione l’ha fatto propendere un poco verso il principio d’autorità; quindi le accuse mosse contro di lui, ora di assumere un tuono dittatoriale, ora profetico, mentre la sua indole lo rende capace della più pacata discussione e della più ampia tolleranza. Quindi i suoi difetti, i suoi errori prendono tutti origine da’ suoi sentimenti religiosi; se Mazzini fosse irreligioso sarebbe l’ideale del cittadino. Su lui il mondo esteriore non ha potenza di sorta alcuna; mutano i tempi, cadono e sorgono troni, ognuno in questi mutamenti cerca fortuna, o salvarsi dalla caduta, egli invece, costante ne’ suoi principii, marcia attraverso le rovine, come attraverso le ricchezze, verso il fine proposto. Il sentimento interno ha sempre la preva-