Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/185

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ed apprezzava le pretese dei liberali; questi, d’altra parte, s’erano convinti che i francesi con pompose e mendaci parole non portavano che tirannide, e si erano ravvicinati al popolo. Murat e Beauharnais venivano assaliti dagli italiani al nome di libertà. Gli inglesi, fondatori del dispotismo e della schiavitù d’Italia, per acquistare le simpatie dei popoli della Penisola, sbarcando a Livorno, scrivevano sulle loro bandiere, libertà ed indipendenza italiana. Al 14 gli sforzi degli italiani cominciarono ad avere unità, e la storia del nostro risorgimento comincia colla lotta continua fra la Giovane Italia, e l’Italia ufficiale; come quella che ebbe luogo dal 1056 all’undicesimo, fra i comuni, ed i feudatarî ed ecclesiastici. I popoli ne’ loro risorgimenti seguono le stesse evoluzioni. Ugo Foscolo, prima che Bonaparte distruggesse Venezia, giura odio agli stranieri. Poi, rivolgendo un mesto sguardo all’Italia, e scorgendola priva di forze e di sentimento, dispera, ed accetta l’invasione come una crudele necessità; quindi la combatte con la parola, cospira contro di essa, e vorrebbe trarne profitto per la sua patria. La sua vita, le sue opere, le sue speranze, riassumono la vita, le opere, le speranze del popolo italiano dal 96 al 14, di cui Ugo Foscolo è la personificazione.

Qui cade in acconcio una digressione (cogliamone il destro) per combattere gli infrancesati, e distruggere il turpe vezzo d’idoleggiare gli stranieri, ed esaltarli in nostro paragone non solo, ma dichiararli nostri benefattori. Dalle continue irruzioni che han fatto i francesi in Italia, sino dall’epoca di Carlo VIII, traggono alcuni argomento a dimostrare la loro influenza; e trascinati dall’amor di un sistema, veggono sempre in Italia partiti, che, secondo le varie epoche si agitano in favore o contro cotesti stranieri; una tale asserzione è assurda. La storia, durante tre secoli di guerra, ci