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EUREKA 34

Ora. sebbene non si possa dire che i filosofi errano col

volgo in questa materia, si può dire, però, ch'essi si la¬ sciano influenzare, senza saperlo dal sentimento dell’ idea volgare. « Sebbene le favole dei Pagani non siano credute », dice Bryant nella sua eruditissima « Mitologia », « pure noi ce ne dimentichiamo e ricaviamo delle deduzioni da quelle come da realtà esistenti. » Io intendo dire che la percezione semplicemente sensitiva della legge di gravità che noi sentiamo sulla terra induce il genere umano nel- l’idea della concentrazione o specialità rispetto ad essa — ed ha continuamente inclinato verso questa fantasia an¬ che i più potenti intelletti — conducendoli continuamente, sebbene impercettibilmente lontano dalle vere caratteristiche di questo principio, impedendo loro cosi, fino all’epoca pre sente, di ottenere sia pure un lampo di quella vitale verità che sta in una direzione diametralmente opposta — dietro Vessenziali caratteristiche del principio — alla direzione non di concentrazione o specialità — ma di universalità e diffusione. Questa « verità vitale » è l’Unità, considerata come la sorgente del fenomeno. Permettetemi, ora, di ripetere la definizione della legge di gravità: Ogni atomo di ogni corpo attrae qualsiasi altro atomo, tanto del suo corpo quanto di ogni altro corpo, con una forza che varia inversamente come i quadrati delle di¬ stanze dell'atomo attraente e dell'atomo attratto. Qui il lettore si arresti con me per un momento, a con¬ templare la miracolosa — ineffabile — assolutamente incon¬ cepibile complessità di rapporti implicata nel fatto che ogni atomo attrae qualsiasi altro atomo — implicata semplice¬ mente in questo fatto dell’attrazione, senza considerare la legge o il modo per cui l’attrazione si manifesta — impli¬ cata unicamente nel fatto che ogni atomo attrae perfetta¬ mente ogni altro atomo in una confusione di atomi cosi grande, che gli atomi necessari per la composizione di una palla da cannone superano, probabilmente, per numero, tutte le stelle che servono alle costituzione dell’ Universo. ., Se noi avessimo semplicemente scoperto che ogni atomo 1 ha una tendenza verso un punto favorito — o verso un atomo specialmente attraente — noi avremmo fatto ancora una scoperta che, per sè stessa, avrebbe bastato a scon¬ volgere la mente: — ma che cosa e ora che noi dobbiamo comprendere ? Che ogni atomo attrae — simpatizza coi più delicati movimenti di ogni altro atomo, con ognuno e con tutti allo stesso tempo, eternamente, e secondo una legge determinata, la cui complessità anche considerata unica¬ mente per se stessa è affatto superiore al potere dell' ima¬ ginazione umana. Se io mi proponessi di accertare l’in¬ fluenza di un atomo in un raggio di sole, sul suo atomo più vicino, non potrei compire il mio disegno senza prima