| Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta. |
| 29 |
rai nell’orecchio del sant’uomo le sillabe: Morella? Quale essere, più che demonio, contrasse i lineamenti della mia figliuola e li coprì delle tinte della morte, allorchè, trasalendo a quel suono appena percettibile, ella volse i limpidi occhi dal suolo verso il cielo, e, cadendo prosternata sulle pietre nere del nostro sepolcro di famiglia, rispose: Eccomi?
Questa semplice parola cadde distinta nel mio orecchio, d’onde, come piombo fuso, mi rotolò sibilando nel cervello. Anni ed anni possono passare, ma il ricordo di quell’istante non passerà mai! Ah! i fiori e la vita non erano cose ignote per me; ma l’aconito e il cipresso mi fecero ombra giorno e notte. Ed io persi ogni sentimento del tempo e dei luoghi, e le stelle del mio destino scomparvero dal cielo, e da quel giorno la terra divenne tenebrosa, e tutte le figure terrestri mi passarono accanto come ombre volteggianti, e fra esse una sola ne vedevo: Morella! I venti del firmamento non sospiravano che un suono alle mie orecchie, e lo sciacquio del mare sulla spiaggia mormorava incessantemente: Morella! — Ma ella morì, e con le mie proprie mani la portai all’estrema dimora, e risi di un amaro e lungo riso, allorchè nel sepolcro ove deposi la seconda, non trovai traccia alcuna della prima Morella.