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Dunque... dunque... — (e allora mi spinse, a calci, giù per le scale, fino alla porta) — dunque, uscite da casa mia, e Dio vi assista!
Siccome sentivo in me l’afflatus divino, considerai quell’accidente quasi come una fortuna. Giudicai che il parere paterno era buono. Decisi di seguire il mio naso. Me lo tirai, anzitutto, due o tre volte, e scrissi immediatamente un opuscolo sulla nasologia.
Tutta Fum -Fudge fu sottosopra.
— Genio stupefacente! — disse il Quartierby.
— Fisiologo ammirabile! — disse il Westminster.
— Giovanotto abilissimo! — disse il Foreign.
— Ottimo scrittore! — disse l’Edimburg.
— Pensatore profondo! — disse il Dublin.
— Grand’uomo! — disse Beutley.
— Anima divina! — disse Fraser.
— Uno dei nostri! — disse Blackwood.
— Chi può essere? — disse mistress Bas-Bleu.
— Che cosa può essere? — disse la grossa miss Bas-Bleu.
— Dove può essere? — disse la piccola miss Bas-Bleu.
Ma io non mi curai affatto di tutto quel volgo; andai direttamente allo studio di un artista.
La duchessa di Dio-mi-Benedica posava pel suo ritratto; il marchese Tal dei Tali teneva il barboncino della duchessa; il conte Coso si trastullava colla boccetta dei sali della dama, e Sua