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Pagina:Poe - Racconti grotteschi, Milano, Sonzogno, 1928.pdf/79

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— Precisamente — dissi.

— Mille lire? — disse lui.

— Già — diss’io.

— Le avrete! — disse lui. — Che pezzo magnifico!!!

Mi fece immediatamente una cambiale, poi fece anche uno schizzo del mio naso. Io presi in affitto un appartamento in Jermyn Street, e mandai a Sua Maestà la novantesima edizione della mia Nasologia, con un ritratto della proboscide.

Il principe di Galles, quel piccolo scostumato, m’invitò a pranzo.

Eravamo tutti lions, tutte persone distintissime. C’era un neoplatonico. Egli citò Porfirio, Giamblico, Plotino, Proclo, Massimo da Tiro e Siriano.

C’era un professore di perfettibilità umana. Egli citò Turgot, Price, Priestley, Condorcet, de Staël e l’Ambitious Student in Ill Healt.

C’era Sir Positivo Paradosso. Egli notò che tutti i pazzi sono filosofi e che tutti i filosofi sono pazzi.

C’era Aesteticus Ethix. Egli parlò di fuoco, di unità e di atomi; di anima doppia e preesistente; di affinità e di antipatia; d’intelligenza primitiva e d’omeomeria.

C’era Theologos Theologia. Egli ciarlò su Eusebio ed Ario; sull’eresia e sul concilio di Nicea; sul puseyismo e sul consustanzialismo; su Homoousios e su Homoiousios.