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Pagina:Poe - Racconti grotteschi, Milano, Sonzogno, 1928.pdf/82

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— Sì, com’è vero che sono vivo! — dissi.

— Eccovi dunque un biglietto d’invito, mio bell’angelo. Potrò dire che verrete?

— Cara duchessa! Verrò con tutto il cuore!

— Chi vi parla del vostro cuore? Verrete col vostro naso, con tutto il vostro naso, non è vero?

— Neppure con un tantino di meno, amor mio! — Lo torsi dunque due o tre volte e mi recai ad Almack. Le sale erano tanto piene di gente, che vi si soffocava.

— Eccolo! — disse qualcuno sulle scale.

— Eccolo! — disse un altro, un po’ più in su.

— Eccolo! — disse un altro, ancora un po’ più in su.

— Eccolo qui! — esclamò la duchessa; — è venuto, l’amorino bello!

E, impadronitasi di me con forza, stringendomi con ambe le mani mi baciò tre volte sul naso.

Una grande emozione si diffuse immediatamente nella folla degli invitati.

Diavolo! — esclamò il conte di Capricornuti.

Dios guarda! — mormorò don Stiletto.

Mille tonnerres! — bestemmiò il principe di Grenouille.

Mille tiafoli! — grugnì l’Elettore di Bluddennuff.

Le cose non potevano andare a quel modo.